XII - Collana Storica (9)

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    Savino Quaglia,
    2018 – F.to 19,5×21, pp. 76
    Appena tornato dalla Russia, Savino, con gli appunti di cui disponeva, aveva cominciato a trasferire sulla carta i suoi ricordi di guerra. Contemporaneamente ci raccontava a viva voce la sua ritirata di Russia, parlando uno stretto carnico o un povero italiano, schematico e di pochi vocaboli, ma efficacissimo a trasmetterci la drammaticità della ritirata.
    Il racconto era sempre approssimato, variava con allarmante frequenza ma aveva il pregio della viva voce e la intima necessità di essere condiviso.
    Purtroppo nella stesura definitiva il testo avrebbe perso la crudezza del racconto.
    […]

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    Adolfo Puxeddu, Marianne Gackenholz Puxeddu,

    2017 – F.to 16,5×23, pp. 80

    A più di 70 anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, in un periodo storico di grande instabilità per il riaccendersi di aspre conflagrazioni, con guerre di religione su scala mondiale, che causano inenarrabili stragi di innocenti ed emigrazioni epocali di intere popolazioni per sottrarsi alle distruzioni ed alla fame, questi scritti rappresentano, pur nella loro semplicità, una ulteriore attestazione dell’insoppri-mibile anelito di pace dell’umanità.

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    Ciuffoletti Rodolfo

    2015 – F.to 16×23, pp. 128

    Giorno dopo giorno, ora dopo ora, tutte le incursioni aeree che si susseguirono nell'area di Terni tra l'agosto 1943 e il giugno 1944 in un crescendo che raggiunse il parossismo finale con i bombardamenti notturni a tappeto nei giorni immediatamente precedenti la liberazione. Un tassello mancante nel mosaico della storia di Terni.

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    Adolfo Puxeddu

    2015 – F.to 16×23,5, pp. 216

    All’Entrata in Guerra dell’Italia, nel 1o Conflitto Mondiale (24 Maggio 1915) la Brigata Sassari era formata nella stragrande maggioranza da Sardi, provenienti dai Distretti Militari di Cagliari, 151o Reggimento, e di Sassari, 152o Reggimento. Alla Brigata vennero aggregati dei fanti Umbri, provenienti dai Depositi Militari di Perugia e di Spoleto, soprattutto come componenti del Reparto Salmerie del 152o Regg.to. Sulla Fronte del Carso, nelle battaglie per la conquista dei Boschi Lancia, Triangolare e Cappuccio, nei mesi di luglio e di agosto del 1915, la Brigata affrontò valorosamente il nemico Austro-ungarico, subendo però ingentissime perdite di vite umane, tra cui quelle di ben 50 Fanti Umbri, affratellati con i Sardi sul Campo dell’Onore.L’autore, attraverso l’esame dei loro fogli matricolari, ne ricostruisce la loro breve storia militare, inquadrandola negli eventi bellici di cui furono protagonisti. Vengono anche brevemente tratteggiate le condizioni socio-economiche dell’Umbria e della Sardegna, dall’Unità d’Italia alla deflagrazione della Grande Guerra.

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    Adolfo Puxeddu,

    2017 – F.to 16,5×23, pp. 120

    La rievocazione nostalgica di un Clinico Medico ottuagenario della sua lunga attività accademica, iniziata da ventenne sotto la illuminata Guida di un insigne Maestro, il Professor Paolo Larizza, Emerito di Clinica Medica Generale e Terapia Medica, nel vetusto e glorioso Ateneo Perugino.

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    I. Ciaurro

    2011 – F.to 15×21, pp. 336

    L’Umbria è fra le regioni che fortemente contribuirono alla causa risorgimentale, con l’apporto cospicuo legato al volontariato garibaldino, con l’indefessa attività clandestina delle società segrete, con la dedizione di uomini di cultura e di censo.
    A partire dal periodo rivoluzionario napoleonico fino alla Roma italiana, il territorio umbro è stato protagonista di indomite iniziative troppo spesso trascurate dagli storici: dalle insorgenze antifrancesi di Gubbio nel 1797 all’adesione di Terni alla Repubblica romana nel 1798; dalla rivolta di Foligno del 28 febbraio 1831 a quella di Perugia dell’8 maggio 1833; le epiche giornate del giugno del 1859 fino alla disperata capitolazione del 20 giugno di Perugia (la quale è la nona fra le 27 città decorate con medaglia d’oro come “benemerite del Risorgimento nazionale”); la partecipazione di sei umbri alla spedizione dei Mille, di un orvietano all’impresa di Sapri e di un perugino all’azione ardita dei fratelli Bandiera; la liberazione dell’Umbria nel 1860 (da Città di Castello fino a Narni); le figure mitiche del Risorgimento umbro: tra gli altri le res gestae del generale garibaldino Luigi Masi, il marchese Gualterio di Orvieto, il conte Massarucci di Terni, la famiglia Bruschi e Francesco Guardabassi di Perugia, Cesare Agostini di Foligno, Giovanni Froscianti, mitico attendente di Garibaldi e Pietro Faustini, grande combattente ternano. Infine, una bellissima storia d’amore: quella che condusse la ventenne Colomba Antonietti di Bastia a morire in difesa della Repubblica romana, vestita da uomo vicino al marito combattente Luigi Porzi; unica donna presente fra i busti risorgimentali del Gianicolo.
    “Il Risorgimento è passato per l’Umbria”;
    e gli Umbri “credevano”.

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    V. Pirro

    2013 – F.to 16×23, pp. 136

    Vincenzo Pirro (San Severo 1938 – Terni 2009).
    Allievo di Ugo Spirito,  docente di Storia e Filosofia presso le Università e i Licei, dedica tutta la sua esistenza alla ricerca scientifica, alla cultura, e ai suoi studenti.
    Scrive su pubblicazioni specializzate come: Il Giornale Critico della Filosofia Italiana, Nuovi Studi Politici e I Problemi della Pedagogia. Imponente la mole di pubblicazioni realizzate che coprono una finestra di più di quarant’anni; tra le sue opere nel campo filosofico degli anni ’70 citiamo: Filosofia e politica in Giovanni Gentile (1970), Filosofia e politica in Benedetto Croce (1976), Cultura e politica in Benedetto Croce (1976), Filosofia e politica nel problematicismo di Ugo Spirito (1976) e Corpo e cosmo nell’attualismo di Giovanni Gentile (1977).
    A partire dagli anni ’80, si dedica anche agli studi di storia, con particolare passione per il Risorgimento, diviene presidente del Comitato Provinciale di Terni dell’Istituto di Storia del Risorgimento.
    Scrive alcune monografie, tra le principali citiamo: Terni durante l’Età rivoluzionaria e Napoleonica (1989), Terni e la sua Provincia durante la Repubblica Sociale (1990), Gli Arabi e Noi (1991), L’altro Mediterraneo (1991), Giuseppe Petroni: dallo Stato pontificio all’Italia unita (1991), Terni nell’Età del Risorgimento (2005). Fonda il “Centro Studi Storici” (1989) e la rivista “Memoria Storica“ (1991).
    Instancabile organizzatore di Convegni, ne citiamo alcuni L’altro Mediterraneo (1987), Il Nazionalismo arabo origini e sviluppi (1991), Giuseppe Petroni dallo Stato Pontificio all’Italia unita (1991), Elia Rossi Passavanti nell’Italia del ’900 (2002), Federico Cesi e i primi Lincei in Umbria (2003), San Valentino Patrono di Terni (2004). È stato consigliere dell’ISUC (Istituto di Storia dell’Umbria Contemporanea), dell’ICSIM (Istituto di Storia per la Cultura dell’Impresa Franco Momigliano) e dell’IRRE (Istituto Regionale di Ricerca Educativa dell’Umbria).

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    Aa. Vv.

    2015 – F.to 17×24, pp. 200

    … abbiamo deciso di mettere in evidenza “Terni – Città dinamica nel contesto di una guerra di posizione” mettendo in risalto le Fabbriche ternane che contribuirono con i loro prodotti alla logistica e che videro impegnate le prime donne – operaie.Ma abbiamo voluto anche parlare della Terni dell’epoca vista attraverso le vicende cittadine e della stampa locale, terminando con la storia di un Poeta ternano…

     

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    Rago Roberto,

    2016 – F.to 16×23, pp. 512

    Il libro è frutto di un lavoro appassionato che ricostruisce la realtà storica di Terni, città a vocazione siderurgica, che si guadagnò per le prestigiose Acciajerie, l’appellativo di “Manchester italiana”. Nel periodo che va dalla fondazione dei Fasci italiani di combattimento(1919), la città di Terni ha conosciuto da subito, un’adesione lenta ma costante, nei confronti del nuovo movimento politico. Infatti, numerosi sono stati i ternani che parteciparono alla “Marcia su Roma”. TERNI: la città dinamica, vuole essere il risultato di uno studio, iniziato da tempo, per un lavoro già da anni pubblicato, “Terni in camicia nera”.
    Attraverso un’attenta ricerca storiografica ed iconografica, si è inteso far emergere tutte le contraddizioni politiche e sociali, riferibili alla fabbrica, al dopolavoro, alla stampa locale e finanche alla scuola.
    Il saggio recupera due personaggi importanti, dal punto di vista economico, sociale e politico. L’ingegner Arturo Bocciardo, che da Amministratore delegato della Soc. “Terni”, ne diventò, poi, il Presidente, catalizzando gli interessi locali e nazionali e, con l’appoggio diretto di Mussolini, di cui fu uno dei primi sostenitori. Egli riuscì a fagocitare l’Amministrazione locale della città, e a sedare la riottosa classe operaia di sinistra. L’ing. Bocciardo diventò in pochissimi anni il deus ex machina della siderurgia italiana e attraverso “l’irizzazione dell’Acciaieria”, legando così per decenni, il destino della fabbrica con quello della “città dinamica”. Dall’altra parte troviamo la medaglia d’Oro al Valor Militare, Elia Rossi Passavanti che, come legionario partecipò nell’impresa fiumana, al fianco di G. D’Annunzio, e grazie a quest’ultimo ed alla personale attività politica, sedette in Parlamento prima, e poi accentrando su di sé, molte delle cariche del PNF locale. Fu tra i promotori della elevazione di Terni a Provincia del Regno, ottenendo a coronamento della sua carriera politica, la nomina a primo Podestà ternano.
    Interessante diventa l’approccio nei confronti dell’iconografia di cui il Fascismo si servì. Notiamo infatti, come nel linguaggio verbale ed iconico, si assumeva un modello subliminale ed evocativo, per controllare l’immaginario collettivo e conquistare, in questo modo, l’adesione delle masse ricorrendo all’affabulazione.
    L’intima validità, come del resto le difficoltà, di una storia locale sono compendiate in questa monografia, nella proposta di un’apertura scientifica e metodologica che finalmente si scrolli di dosso quell’amnesia istituzionale, colpevole di aver troppo a lungo anestetizzato, periodi di storia locale, che ancora non fanno parte della memoria condivisa, mentre la storiografia contemporanea mostra invece, sete di verità storiche da parte delle nuove generazioni, non più rinviabili.