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    Mario Menghini, Barbara Antonelli, Roberto Pecci,
    2018 – F.to 15×21, pp. 248

    Perdere quel treno significò un cambio radicale del suo destino. Un banale temporale, un semplice evento atmosferico, aveva influito sulle sue scelte. Il dio Thor aveva scaricato tutta la sua potenza in quei venti minuti e da lì una serie di eventi a catena, incontrollabili, inaspettati… ineluttabili… aveva deciso che i sogni di un ragazzo di vent’anni dovevano cambiare per sempre.

    «Il destino mescola le carte e noi giochiamo»
    (A. Schopenhauer).

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    Mario Menghini,
    2020 – F.to 13×18,6, pp. 320

    Nato dal grandissimo successo riscosso con il volume “A Terni se dice…”, Mario Menghini raccoglie 300 nuovi detti popolari inserendoli in un diario scolastico adatto a tutti.

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    Menghini Mario,

    2017 – F.to 15×21, pp. 208

    Un testo ironico ed irriverente imbastito ad arte e con dovizia di particolari su una realtà di fine secolo, uno spaccato di vita, un pezzo di storia di Terni che catapulta subito il lettore a spasso nel tempo e gli fa rivivere il vissuto dai colori estinti di una città che fu e che in parte adesso non è più. Un libro sull’amicizia, con dedica speciale alla città umbra che lascia nel lettore quel “pizzico di Amarcord” che rende il tutto più piacevole. Per chi non ha conosciuto quei mitici anni ’80, per chi, come me, li ha vissuti e con piacere li ha riassaporati, o molto più semplicemente per tutti coloro che nutrono affetto e un po’ di curiosità storica per questa città.
    Spugna

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    Mario Menghini,
    2022 – F.to 15×21, pp. 210

    Ci troviamo di fronte ad un reperto storico, estratto dalla polvere degli archivi attraverso un’operazione di maieutica, di riesumazione e di restauro insieme. Al termine di questo lavoro, attento e scrupoloso, vedrete riportato alla luce un pezzo di storia d’Italia: l’Impresa di Fiume di D’Annunzio. Ma è una parte di storia patria molto particolare perché viene a coincidere con la vita privata di una nobildonna romana che la vive in prima persona, seguendo il poeta guerriero e offrendo al lettore una visione del tutto particolare dell’Impresa: una visione diversa, pacifica, sensibile, ma anche forte e delicata insieme, in due parole “splendidamente femminile”.

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    Mario Menghini,
    2022 – F.to 16×11 cm., pp. 610

    Elegante cofanetto regalo che raccoglie 6 volumi: 5 tra le più belle favole tradizionali liberamente interpretate e tradotte in vernacolo ternano per un lettore adulto che si sente ancora bambino dalla penna di Mario Menghini.
    Lu Principe Picchjrillu;
    Cappuccittu Rusciu;
    Li Tre Purchitti;
    Bbiancanée;
    Lu Mammocciu de Terni
    e Frégna e Frégno, volume con il quale l’autore, con arguta ironia, che mai travalica i confini della volgarità, passa ad analizzare, minuziosamente e in ogni loro accezione, due termini regionali usati in tutta l’area umbra mediana: la frégna e il frégno.

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    Vincenzo Cherubini, Mario Menghini,
    2024 – F.to 15×21, pp. 174

    Gli autori con questo volume, dal titolo “Li fijji sò de chi l’allatta e dde chi li fa magnà”, presentano una ricerca effettuata nel territorio tra il Tevere e il Nera di proverbi espressi nel linguaggio popolare del dialetto, ternano e ortano, relativa ai figli e agli aspetti educativi che venivano formulati dai primi del ‘900 fino agli anni ’50 – ’60 del Novecento, alcuni dei quali ancora presenti.
    Fanno da tratto d’unione due significativi proverbi tra i fiumi:
    «Ttévere nun zarébbe Tévere se Nnéra nu’ je désse da bbévere»
    «Ttévere nun crésce se Nnéra nun mèsce».
    È un libro molto profondo che riguarda la nostra storia, la nostra cultura e le nostre tradizioni.

    Un lavoro accuratissimo, relativo ai figli e alla loro educazione entrambi visti attraverso il vaglio dei proverbi e dei motti, espressi in quel linguaggio autentico, identitario e di prossimità che è il dialetto.
    Se quella che emerge è una visione pedagogica, essa non sarà senz’altro univoca ma sfaccettata, poliedrica, caleidoscopica; uno spaccato educativo figlio anch’esso del suo tempo: a volte mutevole, contraddittorio e non sempre condivisibile.
    Il testo ha il pregio di scavare nel profondo, focalizzando ed esaltando il legame che si consolida tra genitori e figli nel periodo fondamentale della loro crescita all’interno della famiglia tradizionale.